La Casina dei Gonzaga

La Casina dei Gonzaga
Produzione Teatro all’improvviso (Creazione 2013)
Progetto vincitore del bando “Ville in festa” promosso dal distretto culturale Le Regge dei Gonzaga

Testo/Scene/Regia: Dario Moretti
Con Ilenia Cipollari e Maruska Ronchi
Tecnici suono/luci: Arianna Maiocchi e Stefano Moretti

La Casina dei Gonzaga è uno spettacolo a cui possono accedere 28 spettatori per volta; concepita come un’installazione si sviluppa su vari livelli di comunicazione,
che coinvolgono il pubblico sia sul piano sensoriale, che su quello emotivo.
La stessa importanza che ha la luce, ha il buio.
La voce sta al silenzio quanto il suono al rumore, al sibilo, al tuono.
Un’attrice/animale accoglie il pubblico e lo introduce nella casina, dove l’attrice/dio racconta la sua storia, non senza però essere interrotta dalla grevità del mondo.
Si racconta il dio, l’animale e l’uomo.
S’intuisce la colpevole debolezza e la subdola condotta del penultimo Duca Gonzaga, che portò allo sfacelo la sua Famiglia: specchio di una società di uomini/dio che impongono la legge al fine di stravolgerla per il loro privilegio e per la miseria degli altri.

Lo spettacolo gioca sul contrasto di due personaggi realmente esistiti nella Mantova del 1600: Tristano Martinelli e Camilla Faà Gonzaga.

Il primo è una maschera primordiale di Arlecchino che rappresenta la parte più volgare e selvaggia del popolo; la seconda è una nobildonna di rara bellezza e di straordinaria cultura che riesce ad imporsi su Ferdinando Gonzaga, ma che è costretta a cedere e a soccombere alla gerarchia dello stato e alle rigide regole che imponevano ai “potenti” di unirsi solo tra loro.

Il nome “casina” è inteso semplicemente come “piccola casa”; un luogo, uno spazio, una camera in cui potranno essere accolti gli ospiti per farli assistere allo spettacolo. L’ironia e il gioco sono due elementi che indicano la leggerezza con cui si vuole affrontare la storia, individuando punti di vista inusuali, ma significativi, per comprenderla.

 

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